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2016 01 24 AssembleaDiocesanaIl 24 Gennaio 2016 si è tenuta l’annuale Assemblea Diocesana di AC, uno dei momenti cardine del nostro anno associativo. Fiesole ci ha accolti per vivere una occasione come sempre preziosa e che, come accade per molte cose buone, promette bene e poi supera le aspettative.

Abbiamo pregato insieme e insieme abbiamo iniziato la nostra giornata di assemblea. La giornata, aperta dal saluto della nostra Presidente, ha visto la partecipazione degli aderenti, del consiglio, degli assistenti e del nostro Vescovo, di una assemblea composta da molti volti giovani, nostra speranza, e dalla significativa  presenza di chi ha costruito e tuttora accompagna la storia della nostra AC. 

Il tema, “Testimoni nel Tempo della Misericordia”, è stato affidato al consigliere nazionale per il settore giovani,  Manuel Mussoni, che ringraziamo moltissimo per aver accolto il nostro invito e per averci guidato in una riflessione matura, coerente e perfettamente calata nella realtà di ogni giorno. 

Ci propone, per iniziare, una citazione dal film “Gli anni in tasca” (F. Truffaut): “... il mondo non è giusto e forse non lo sarà mai, ma è necessario lottare perché vi sia giustizia, bisogna, bisogna farlo...le cose cambiano, ma lentamente...le cose migliorano, ma lentamente...”

Quale obiettivo dunque per noi di AC, testimoni di Misericordia e testimoni del nostro tempo: vivere per cambiare le cose, tentando nella nostra vita di cambiare il mondo, perchè ci sono cose da cambiare in meglio, per le quali vale la pena lottare. Senza sentirsi troppo piccoli per farlo e senza sentirsi degli illusi.

Abbiamo parlato di Misericordia come stile pedagogico nelle relazioni e nei metodi formativi, per sapersi fermare ad ascoltare e capire, perchè “ciò che tu conosci dell’altro, sia alla fine almeno il doppio di ciò che gli comunichi”.

Abbiamo riflettuto su come usare Misericordia nell’incontro con gli altri, non per limitarsi a “proporre” ma per farsi realmente carico dell’altro, soprattutto quando è in difficoltà. Bello il desiderio e l’aspirazione a grandi mete, ma senza dimenticare che ogni persona ha il proprio percorso e che oltre arrivare alla meta è necessario tendere la mano per accompagnare degnamente un cammino. Poi associare la Misericordia alla formazione, interrogandoci se il linguaggio che parliamo è chiaro e comprensibile, se realmente i nostri cammini formativi sono adeguati alle esigenze di chi poi li sperimenta e se fanno luce sui momenti di crisi e di buio che ognuno a volte vive lungo il cammino, per saper promuovere insieme la ricerca di senso e di significato delle cose.

Ci siamo soffermati a declinare il significato della Misericordia nell’educazione alla vita interiore per vivere una spiritualità che, per essere piena e autentica, deve essere strettamente legata alla vita, permeata di consapevolezza e vicinanza dell’altro. Fare AC è stare accanto e farsi carico dell’altro nello stile di Lui che si è fatto prossimo alla condizione umana più vera.

Ci sono state poste, insomma, non poche questioni, mai scontate e forse un po’ scomode. Anche in questo sta la bellezza di una associazione che si pone domande di senso e che cerca la verità nell’incontro con Dio.

Dopo la condivisione e il dibattito e l’accoglienza del seminario a una bella tavola, abbiamo condiviso il termie di questa giornata nella celebrazione eucaristica, in cui ci ha accolti con gioia e affetto il nostro Vescovo. 

“...non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza” (Dal Libro di Neemia) Ne 8, 2-4. 5-6. 8-10

 

Barbara Fracassini - Consigliera diocesano adulti 

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