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Chi fra sabato e domenica ha avuto l’occasione di partecipare al Convegno educatori e responsabili dell’Azione Cattolica diocesana può senz'altro confermare che c'è un presente e un futuro da custodire: quasi 100 i partecipanti a questa due giorni con la quale da diversi anni si da inizio al cammino dell’anno.
In questo triennio che si è aperto con la festa per i 150anni di servizio alla Chiesa, al Paese e soprattutto alle persone, tutta l'associazione è chiamata ad essere all'altezza della propria storia non tanto per voltarsi indietro o spolverare gli archivi storici, ma per sognare insieme un futuro che è sostenuto dalla storia di tante persone.
Come ci ha ricordato Gioele Anni, consigliere nazionale per il settore giovani, custodire insieme a generare e abitare (le altre due parole chiave del triennio) sono tre atteggiamenti che hanno caratterizzato la vita di Maria che ha custodito nel suo cuore la Parola, ha generato il Figlio e ha abitato la sua città testimoniando nella vita di tutti i giorni l'amore di Dio.
Ma che cosa ci è chiesto di custodire?
Gioele ha indicato tre e2017 09 17 ConvegnoEducat 002lementi: la gioia di essere missionari, che non può prescindere dal nostro incontro con il Signore e con la bellezza di un annuncio di novità che per primi abbiamo ricevuto e accolto; una storia associativa che si intreccia con la vita della Chiesa e del Paese e che il Papa ci invita a rileggere per prenderla a paradigma nell'affrontare le sfide del nostro tempo; il discernimento e il discernimento vocazionale in particolare non solo  per dare, fra l'altro, il nostro contributo al sinodo per e dei giovani, ma per riscoprire la vocazione alla santità che sta alla base di ogni concreta scelta di vita. Questa la sintesi delle provocazioni che ci sono state lanciate anche attraverso l'ascolto di alcuni passaggi dei due discorsi che Papa Francesco ha rivolto a tutti i laici di AC in occasione della festa del 30 aprile e del Forum Internazionale.
Come mettere in pratica tutto questo? In qualche modo potremmo trovare la risposta nell'icona biblica che accompagnerà il cammino proposto ai gruppi e che ci è stata presentata da Don Carlo Brogi nella serata di sabato: donando senza riserve tutto quello che abbiamo, come la vedova al tempio, che Gesù stesso pone come esempio per i suoi discepoli di ogni tempo. 
Già il tempo dedicato nel pomeriggio alla programmazione delle equipe degli adulti, dei giovani e dell'ACR è stato un primo passo per iniziare a concretizzare il nostro servizio e guardando la platea potremmo dire che i talenti da donare non mancano.
 Stefano Manetti
Incaricato per la formazione