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Domenica 28 Luglio, sveglia ore 05:45, caricate le valigie in pullman e partenza. È iniziato così il primo giorno del campo giovanissimi diocesano, con un pullman gremito di ragazzi, educatori e, perché no, anche 5 cuochi, alla volta di Cesana Torinese (TO). In pullman con noi salgono anche le nostre speranze e le attese per la settimana che andremo a vivere, perché, lo sappiamo, anche se i campi giovanissimi ci sono tutti gli anni, ogni volta è una scoperta, un arricchimento, un rinascita sempre diversa. Il primo giorno, quello del viaggio, sembra non finire mai, "tra quanto arriviamo?". Ma la domenica successiva, quella del rientro a casa, sembra sempre troppo vicina, i giorni si susseguono uno dopo l'altro, sempre più belli, sempre più ricchi di incontri, passeggiate, giochi, preghiere. Incontri, con i coetanei, con gli animatori, con i sacerdoti, con Dio, con noi stessi, ecco ciò che fa sì che la già citata domenica del ritorno arrivi sempre troppo presto, questa volta in modo particolare, perché il campo è incentrato sull'incontro: "Piacere di conoscerti" è il titolo che si legge sulla copertina del quaderno, strumento di accompagnamento e crescita importante non solo per questa settimana. Il quaderno, una delle poche cose materiali che portiamo a casa in più rispetto a quando siamo partiti, ma che sappiamo non essere la sola cosa che ci rimane di questi 8 giorni di campo.

Costanza Stocchi
Equipe diocesana giovanissimi
 

Riportiamo qui alcune testimonianze dei partecipanti:
 
Giulia, educatrice"Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima. A volte molto prima". Tutto ha avuto inizio quando mi è stato proposto di fare l'educatrice ad un campo estivo per giovanissimi, dell'azione cattolica della Diocesi di Fiesole. Località Cesana Torinese... Iniziano così i miei primi dubbi, non sapevo neanche dove si trovava questo posto e la mia esperienza si limitava ai ragazzi della parrocchia che bene o male già conoscevo. A questo punto mi sono detta: -Dai Giulia mettiti in gioco! E prova!- Il primo passo è stato quello di vedere dove avrei vissuto questa esperienza, la cosa già prometteva bene... Val di Susa, paesaggi stupendi.
E come già accennato quando si parte per un viaggio, si parte molto prima, sono così iniziate le riunioni insieme agli altri educatori, sono stata accolta come una vecchia amica nonostante non conoscessi praticamente nessuno. Siamo partiti da quella che era la traccia suggeritaci dall'AC, "il recupero dell'essenzialità", ognuno di noi ha proposto una parte di materiale, elaborando un quaderno dal titolo "Piacere di conoscerti"; perché secondo noi uno degli argomenti essenziali, oltre a quello proposto era proprio l'amicizia.
È giunto così il fatidico giorno della partenza, un viaggio lungo dove ho provato ad istaurare un primo contatto con i ragazzi che partecipavano al campo, per me volti nuovi. La prima cosa che ho pensato è stata: -Ce la farò?? Sembrano più grandi di me!!- Arrivati a destinazione è iniziato il nostro lavoro, partendo dalle valigie dei ragazzi l'obiettivo era quello di far capire che il raggiungimento del bisogno porta ad un gioia momentanea, mentre il raggiungimento di un sogno, con tanti sacrifici, porta alla vera felicità. La settimana è trascorsa, purtroppo molto velocemente, tra lavori di gruppo, attività, giochi e belle passeggiate. Secondo me è stato pienamente raggiunto l'obiettivo, ogni giorno che passava si consolidavano i rapporti, nuovi o vecchi, qualcuno dei ragazzi, con mia meraviglia, mi ha cercato per confidarmi cose personali, questo mi ha riempito il cuore di gioia. E come ogni bella esperienza, quando finisce, a cementare le nuove e vecchie amicizie non possono mancare due lacrime al momento del saluto.
 
Bianca: Anche quest'anno ho voluto partecipare al campo estivo giovanissimi organizzato dall'Azione Cattolica della diocesi di Fiesole. Sono già diversi anni ormai che faccio questo tipo di esperienza e quest'anno sono partita con l'idea non solo di divertirmi in compagnia degli altri ma anche di cercare di crescere per qualche aspetto: volevo tornare a casa con qualche valore.
Durante la settimana all'interno del gruppo abbiamo discusso sulla fede..credi o non credi?? Questa è una bella domanda per noi adolescenti: alla nostra età per molti non è di grande importanza la religione; pensiamo ad altre cose che ci sembrano più importanti, ma comunque ci stiamo avviando verso un'età più adulta e quindi anche noi dobbiamo cominciare a fare una scelta pure su questo. Dalle nostre discussioni è venuto fuori che è difficile per alcuni credere in Dio vedendo tutto ciò che succede nel mondo perché a noi sembra che ci siano più cose brutte che belle in questo periodo e quindi ci domandiamo: "Perché Dio permette che succeda tutto questo?" ; in queste circostanze ci chiediamo : "Dove è Dio?".
Su questo abbiamo molto riflettuto durante il deserto che è un momento in cui ognuno deve stare solo e non deve comunicare con nessuno, solo pensare alle domande fatte dal sacerdote. Ma il deserto è bello sopratutto perché ognuno in solitudine riesce a pensare solo a se stesso.. Mi sono fatta domande del tipo: "Che cosa riesco a dare alle persone a cui voglio bene?", "Dimostro che li voglio bene quanto me ne vogliono loro?"
Sinceramente pensavo di no, ho sempre avuto paura di non riuscire a dimostrare il bene e l'affetto che avrei voluto. All'interno del gruppo sono riuscita a sfogarmi e mi hanno fatto capire che sono una persona che riesce a dare tanto agli altri anche se non me ne accorgo. Questa è sicuramente una delle cose più preziose che mi sono portata a casa perché mi ha fatto sentire una persona più importante e mi ha dato anche più fiducia in me stessa..
Inoltre anche quest'anno al campo giovanissimi ho conosciuto nuove persone e mi sono divertita molto stando sempre in compagnia di tanti ragazzi della mia età..
Sono esperienze diverse e uniche: si ha l'occasione di staccarsi dalla vita quotidiana e vivere una settimana in cui si riesce a riflettere fino in fondo su molti temi e abbiamo l'opportunità di divertirsi..
È un esperienza che veramente suggerisco di fare almeno una volta a tutti!!
 
Maria: "Quando vedi sul volto di un altro il volto di tuo fratello è allora che termina la notte e inzia il giorno". Mi hanno detto che la vita è un soffio di vento. Devo allora sbrigarmi. La vita che mi è stata donata non può certo basarsi su apparenze. Ognuno ha bisogno di essere felice e di essere amato. E' l'ora che sia giorno, giorno per tutti! Apriamo gli occhi ragazzi e rendiamo davvero conto che già la vita è felicità e gioia e se davvero vogliamo imparare ad Amare e ad essre amati dobbiamo essere in grado di accogliere l'altro e di accogliere le sue diversità che non ci devono far paura, ma far capire che l'altro è bello proprio perchè diverso da te. Al campo questo ho capito: il mondo non è un insieme di piccoli nostri mondi dove ognuno vive intrappolato nel suo io, ma è "il nostro mondo" costituito da intrecci di relazioni tra me e l'altro; e se davvero vogliamo sentirci partecipi dobbiamo aprire gli occhi, avere una visuale di 180° e capire che quello che ci sta accanto è un "uomo", un fratello.
 
Matilde e Linda: L'esperienza del campo giovanissimi è stata per noi una grande occasione di divertimento, ma anche di crescita. Le nostre giornate si dividevano al mattino in un momento di preghiera e uno di riflessione con i vari gruppi in cui eravamo divisi; al pomeriggio con i vari tornei sportivi e varie attività. Con i vari gruppi abbiamo affrontato le tematiche dell'amicizia, dell'amore, della carità e del perdono. Per noi questa esperienza è stata davvero significativa e ci ha insegnato ad amare veramente.
 
Giovanni: Questo campo giovanissimi a Cesana è stata una bella esperienza di gruppo che mi ha fatto crescere sia dal punto di vista relazionale sia da quello spirituale. Questo campo mi ha fatto fare nuove conoscenze e mi ha permesso di rafforzare le amicizie già esistenti. Ogni giornata è stata coinvolgente e piena di sorprese, caratterizzata da costanti riflessioni e da un pieno incontro con Dio. Per questo nessun ragazzo può rimanere deluso da questa esperienza che fortifica corpo e mente.
 
Andrea: Questa è la terza volta che vado al campo giovanissimi e devo dire che ogni anno questa esperienza che faccio diventa sempre più emozionante e ricca di novità. Prima di partire ho sempre mille domande riguardo a me stesso, alla mia esistenza, ma grazie al campo riesco a tornare a casa con tutte le risposte complete e con una personalità più forte, sicura e decisa. Questo perchè facendo le varie attività di gruppo e i vari giochi insieme, riesco a conoscere meglio le persone che ho accanto, anche se diverse le conosco da molto tempo; riesco a condividere le mie emozioni, le mie esperienze, i miei problemi con molta facilità e serenità con i compagni che mi stanno acccanto, perchè qui al campo siamo tutti amici, anzi siamo fratelli e ci vogliamo bene nonostante le nostre differenze.
Alcuni amici, prima di partire, mi dicevano che al campo giovanissimi si prega soltanto. Io li rispondo dicendo che ci vado perchè nonostante si preghi, sto insieme agli amici. Questo è quello che ho capito durante questa settimana: non sono mai solo, sono sempre con loro e con Dio. Loro mi danno affettività e amore come se fossimo un'unica grande famiglia! La mia Fede nei confronti di Dio cresce sempre di più e diventa sempre più decisa.
I capigruppo, inoltre, nonostante siano più grandi riescono a parlare con noi come se fossero della nostrà età e riescono anche a farti divertire tantissimo; quando poi sei in difficoltà loro ti aiutano sempre, sono disponibili, altruisti.
Insomma il campo giovanissimi per me è una vacanza in cui impari molto e ritorni a casa molto soddisfatto, tanto che vorresti rimanere lì per altri giorni ancora. Mi sono diverito tantissimo e ho capito che non solo mai solo e che ci sono molte persone che mi vogliono bene.
 

Dal 2 al 4 gennaio 2013 si sono svolti a San Martino Altoreggi gli Esercizi Spirituali dei giovanissimi. Ecco alcune testimonianze.

Dal 26 al 29 dicembre 2012 si sono svolti a Villa Pettini (San Giovanni V.no) gli Esercizi spirituali dei giovani. Pubblichiamo la testimonianza di uno dei partecipanti.