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Il 19 e 20 novembre ci sono stati i Miniritiri di Avvento organizzati dall’AC di Fiesole e come ogni anno sono, sia per i bambini che per gli educatori, un’esperienza costruttiva e un momento per poter stare insieme e creare nuovi legami di amicizia. Quest’anno il tema che abbiamo affrontato è stato l’Annunciazione e ci siamo soffermati oltre che sul messaggio stesso del Vangelo, nell’immedesimarsi prima nei panni di Maria Vergine, quindi le sensazioni che suscita in noi l’essere chiamati a fare qualcosa, e poi in quelli dell’Angelo, ovvero gli atteggiamenti che teniamo quando vogliamo chiamare qualcuno a fare qualcosa.
I bambini si sono interessati a questo argomento fin da subito e con gli educatori hanno riflettuto sul significato del brano del Vangelo affrontato, lasciando spazio anche ai momenti di gioco e di svago, fondamentali per la buona riuscita del ritiro.
Per me e Maria Irene è stata la prima volta da direttrici, ma nonostante i timori e le insicurezze, siamo riuscite a superare le nostre paure e a metterci in gioco in questo nuovo ruolo che ci hanno assegnato. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare i nostri consiglieri che hanno creduto in noi affidandoci questo nuova compito che ci ha permesso sicuramente di compiere anche una crescita personale!
È sempre bello passare del tempo con i bambini e creare relazioni con loro, vederli entusiasti di partecipare alle iniziative che la nostra associazione propone… Prendersi cura degli altri e mettersi a loro disposizione crea in noi educatori un senso di benessere davvero inspiegabile.
Vi aspettiamo al prossimo incontro, i Miniritiri di Quaresima, per tornare a divertirsi insieme!

Laura della parrocchia di Reggello

 

Il comitato dei Presidenti e la Delegazione Regionale incontrano i rappresentanti dell’ACR

 

Domenica 8 maggio, io (Maddalena, della Parrocchia di Sant’Andrea Corsini a Montevarchi) Samuele e Serena (della parrocchia di Matassino) siamo stati chiamati a rappresentare l’ ACR della nostra diocesi di Fiesole all’incontro dell’AC regionale a Massa Marittima, insieme al delegato regionale Stefano Manetti, alla presidente Simona Granchi e ai nostri educatori e responsabili Giovanni e Francesco.

L’incontro si inseriva nel percorso del Progetto Cittadinanza, che ha affrontato durante l’anno tre tematiche principali: Cura, Relazione e Fiducia.

Avevamo già affrontato e riflettuto sui primi due temi durante i miniritiri di quaresima alla fine di marzo: l’incontro di domenica si è invece concentrato sul tema della fiducia.

Una volta arrivati al seminario di Massa Marittima, ci siamo ritrovati insieme a tanti altri ragazzi, con i rispettivi animatori e presidenti, provenienti dalle diocesi di tutta la regione. Abbiamo iniziato la mattinata con una preghiera e la lettura dei brani di Vangelo che ci avrebbero guidati: la vicenda del giovane ricco che, chiamato da Gesù a spogliarsi dei suoi averi, a fidarsi di lui e a seguirlo nel suo cammino, non riesce a lasciare le proprie ricchezze; a seguire, la storia di Zaccheo, il giovane altrettanto ricco che, però, salito sul sicomoro per vedere il Signore, si converte e addirittura ospita Gesù che vuole visitare la sua casa.

Poco dopo ci hanno diviso in gruppi, e abbiamo svolto tre attività inerenti alla parola della giornata.

Nei diversi stand abbiamo riflettuto sul tema e su come questo pesa nelle nostre vite in diversi modi: la fiducia verso i nostri pari (amici, compagni etc…), la fiducia verso Dio e la fiducia verso i più grandi (genitori, sacerdoti, educatori, insegnanti etc…).

Dopo pranzo ci siamo riuniti in cerchio e abbiamo discusso su quali sono o potrebbero essere le richieste di attenzioni “su misura per noi” da fare agli adulti, affinché maturi in noi ragazzi la fiducia nei loro confronti, per lasciarci guidare e consigliare nel nostro percorso di vita e di fede; abbiamo poi associato a questi atteggiamenti o azioni degli oggetti dell’ambientazione di quest’anno: la sartoria.

Il pomeriggio è proseguito con l’ascolto delle parole del vescovo Carlo Ciattini, della diocesi di Massa Marittima: ci ha parlato della fiducia e della fede attraverso una riflessione ed alcune preghiere, spiegandoci le differenze tra esse e la loro relazione nel rapporto con Dio e con gli altri. Subito dopo, ci siamo confrontati con gli adulti a proposito delle nostre richieste, ascoltando le proposte che anche i più grandi avevano pensato per venirci incontro e guadagnarsi responsabilmente la nostra fiducia. 

Per concludere l’incontro abbiamo infine realizzato un oggetto simbolico, che creasse una sintesi tra le proposte dell’ACR e degli adulti, utilizzando gli strumenti di sartoria scelti da entrambe le parti.

L’incontro si è poi concluso con la celebrazione della S. messa tutti insieme.

La giornata per noi ragazzi della diocesi di Fiesole non è però finita lì!

Sulla via del ritorno, ci siamo fermati insieme alla presidente presso l'abbazia di San Galgano, visitando anche l’eremo di Montesiepi, dove si trova la spada che il santo conficcò nella roccia: la sosta ci ha colmati di stupore e meraviglia per la bellezza del luogo, ma la storia del santo ci ha anche fatti riflettere. 

San Galgano, infatti, era un guerriero che, convertitosi e fidatosi della Parola del Signore, infisse la sua spada nella roccia come simbolo di rinuncia alla sua vita mondana.

Abbiamo notato, in questa storia, la stessa richiesta di Gesù verso il giovane ricco e Zaccheo, individuando lo stesso atteggiamento di quest’ultimo nell’accogliere il Signore e il suo amore, anche nella vita del santo.

Ci siamo accorti di come, per Galgano, la spada simbolo del rango e della ricchezza, una volta conficcata nella roccia, abbia assunto la forma della Croce: una vera conversione e un dolce abbandonarsi fiduciosi nelle mani del Signore.

 

Maddalena, Samuele, Serena

ACR della Diocesi di Fiesole

ELEMENTARI

Sono appena finiti i miniritiri di quaresima sia per le medie che per le elementari, che si sono svolti rispettivamente a Torsoli e San Martino, e proprio in quest’ultimo sono stata a fare l’educatrice.
I temi di questi miniritiri sono stati la cura e la relazione, che abbiamo presentato a partire da un brano del vangelo di Luca nel quale Gesù racconta di un uomo che era stato derubato e che in un primo momento non è stato soccorso né da un sacerdote né da un levita ma da un samaritano poco dopo, che se ne è preso cura anche a distanza di tempo, pagando le spese della locanda a cui lo aveva affidato. Così noi abbiamo messo in scena questo passo vestendoci come un pediatra, un veterinario, un dentista e un soccorritore, ossia le figure che associamo come un qualcuno che si prende cura di qualcun altro.
Fatti i gruppi, abbiamo discusso del brano e abbiamo chiesto ai bambini di dirci chi, nella loro vita rappresenta il soccorritore o quale sia il luogo che rappresenta la locanda e se loro hanno mai visto la sofferenza e sono passati oltre; l’attività che è seguita è stata quella di fare un percorso a ostacoli dove i bambini dovevano tenere le candele senza farle spengere e quindi “prendersi cura" di quest'ultima.
Inoltre abbiamo dato loro dei post-it dove scrivere quale sia stato un momento in cui si sono presi cura di qualcuno o qualcosa, per poi attaccarli ad un cartellone.
Il sabato pomeriggio poi si sono svolti i lavoretti, ossia la realizzazione di quattro campane della quaresima dove i bambini si sono mostrati come sempre, più capaci degli educatori e ne sono venute fuori cose bellissime… e la giornata si è poi conclusa con la messa in cui è stato con noi Don Domenico e i classici giochi serali.
La domenica mattina abbiamo ripreso il brano del Vangelo ma stavolta ci siamo incentrati sul tema della relazione a cui è seguita un’attività dove i bambini dovevano scrivere su un pezzo di stoffa scrivendo un qualcosa che per loro è fondamentale nelle relazioni, e poi tutto questo è stato legato insieme. E i nostri miniritiri si sono conclusi a suon di giochi, con il mitico partitone di calcio da bambini e educatori, dove siamo stati amaramente battuti.
E nonostante sia stata solo la mia seconda volta come educatrice, non posso negare che rifarei quest’esperienza altre mille volte.
Chiara Fabiani

26-27 Marzo MEDIE

Anche quest’anno, come di consueto, si sono svolti i miniritiri di quaresima che da molti anni ci accompagnano e avvicinano al momento della Pasqua.
Nonostante le limitazioni dovute al Covid siamo riusciti ad ottenere molte iscrizioni in entrambi i turni e questo ci ha reso molto felici ed entusiasti di farli.
I temi di questo ritiro erano la CURA e la RELAZIONE ai quali ci siamo arrivati partendo dal brano del Vangelo di Luca del “Buon Samaritano“.
Attraverso domande, attività e giochi guidati abbiamo potuto ragionare sulla figura del buon Samaritano, sulla cura e sulla relazione partendo dalla nostra esperienza nella vita quotidiana.
Non sono certo mancati i momenti di gioco, di puro scherzo e di nuove conoscenze ma anche momenti di riflessione personali grazie alla preghiera del sabato sera e della domenica mattina e, per concludere, con la messa celebrata da Don Domenico che ci ha fatti vivere appieno il messaggio di Gesù.
Fin da quando ero piccola ho vissuto i miniritiri con molta felicità perché ho trascorso molti momenti belli: alcuni mi hanno fatto riflettere su molte tematiche e altri mi hanno lasciato un sorriso che porterò sempre nei miei ricordi. Per me i miniritiri sono sempre stati un modo per instaurare nuove amicizie: alcune me le porto dietro ancora oggi e con loro mi sono ritrovata a fare la figura dell’educatore. Penso che quella dei miniritiri sia un’esperienza da fare perché non si ferma semplicemente trascorrere un weekend fuori casa ma arricchisce noi stessi e riempie il nostro bagaglio di vita.
Anna Cellai

19-20 Marzo MEDIE

Nei giorni 19 e 20 Marzo ho partecipato al primo turno dei miniritiri di Quaresima. Questa non è stata la mia prima esperienza come animatrice ma per la prima volta mi sono trovata ad affrontare una realtà diversa, cioè quella dei ragazzi delle medie. Ero molto spaventata perché abituata a gestire i bambini più piccoli e per questo pensavo di non riuscire a prendermi CURA di quei ragazzi nel modo giusto ma soprattutto di non riuscire a creare una RELAZIONE dalla quale, entrambi le parti, potessero prendere e imparare qualcosa.
Cura e relazione sono state infatti le parole guida del campo che ci hanno aperto, partendo dal brano del vangelo del buon samaritano, a riflessioni importanti e genuine su temi che scandiscono la nostra vita quotidiana. Abbiamo quindi alternato attività divisi in gruppo appunto incentrate sulla riflessione a momenti di gioco, che spaziavano dalle abilità fisiche a quelle di conoscenza generale tutto sempre seguendo il nostro tema come filo conduttore. Immancabili sono stati ovviamente i momenti di preghiera che hanno sempre accompagnato i vari step della giornata, per concludere poi il campo con la con la Santa messa svoltasi la domenica mattina.
Alessia Fattori

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