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La Chiesa riconosce che la sinodalità è parte integrante della sua stessa natura. Essere una Chiesa sinodale trova espressione nei Consigli ecumenici, nei Sinodi dei vescovi, nei Sinodi diocesani e nei Consigli diocesani e parrocchiali. Ci sono molti modi in cui sperimentiamo forme di “sinodalità” già adesso in tutta la Chiesa. Tuttavia, essere una Chiesa sinodale non è un’esigenza che si limita alle istituzioni esistenti. Infatti, la sinodalità non è tanto un evento o uno slogan quanto uno stile e un modo di essere con cui la Chiesa vive la sua missione nel mondo. La missione della Chiesa richiede che l’intero Popolo di Dio percorra un cammino insieme in cui ogni membro svolge il suo ruolo fondamentale, unito agli altri. Una Chiesa sinodale cammina in comunione per perseguire una missione comune attraverso la partecipazione di ciascuno dei suoi membri. L’obiettivo di questo processo sinodale non è di fornire un’esperienza temporanea o una tantum di sinodalità, quanto piuttosto di offrire un’opportunità all’intero Popolo di Dio di discernere insieme come andare avanti sulla strada che ci porta ad essere una Chiesa più sinodale sul lungo termine.

Uno dei frutti del Concilio Vaticano II è stata l’istituzione del Sinodo dei Vescovi. Mentre finora il Sinodo dei Vescovi si è svolto come un’assemblea di vescovi con e sotto l’autorità del Papa, la Chiesa si rende sempre più conto che la sinodalità è un cammino per tutto il Popolo di Dio. Quindi il processo sinodale non è più soltanto un’assemblea di vescovi ma un cammino per tutti i fedeli, in cui ogni Chiesa locale ha una parte essenziale da svolgere. Il Concilio Vaticano II ha rafforzato la consapevolezza che tutti i battezzati, sia la gerarchia che i laici, sono chiamati a partecipare attivamente alla missione salvifica della Chiesa (LG 32-33). I fedeli hanno ricevuto lo Spirito Santo nel Battesimo e nella Confermazione e sono in possesso di diversi doni e carismi per il rinnovamento e l’edificazione della Chiesa, in quanto membri del Corpo di Cristo. Così l’autorità dottrinale del Papa e dei vescovi è in dialogo con il sensus fidelium, la voce viva del Popolo di Dio (cfr. Il Sensus Fidei nella vita della Chiesa, 74). Il cammino della sinodalità punta a prendere decisioni pastorali che riflettano il più possibile la volontà di Dio, fondandole sulla voce viva del Popolo di Dio (CTI, Syn. 68). Si noti che la collaborazione con i teologi - laici, ordinati e religiosi - può essere un utile supporto per articolare la voce 1.3 Qual è la finalità di questo Sinodo? Obiettivi del processo sinodale del Popolo di Dio che esprime la realtà della fede sulla base dell’esperienza vissuta.

Mentre i Sinodi recenti hanno esaminato temi come la nuova evangelizzazione, la famiglia, i giovani, l’Amazzonia, il presente Sinodo si concentra sul tema specifico della sinodalità.

L’attuale processo sinodale che stiamo intraprendendo è guidato da una domanda fondamentale: Come avviene oggi questo “camminare insieme” a diversi livelli (da quello locale a quello universale), permettendo alla Chiesa di annunciare il Vangelo? Quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale? (PD, 2)

In questa luce, l’obiettivo dell’attuale Sinodo è di ascoltare, insieme all’intero Popolo di Dio, ciò che lo Spirito Santo sta dicendo alla Chiesa. Lo facciamo ascoltando insieme la Parola di Dio nella Scrittura e la Tradizione vivente della Chiesa, e poi ascoltandoci l’un l’altro, specialmente coloro che si trovano ai margini, discernendo i segni dei tempi. In effetti, l’intero processo sinodale mira a promuovere un’esperienza vissuta di discernimento, partecipazione e corresponsabilità, dove abbiamo la possibilità di raccogliere insieme una diversità di doni in vista della missione della Chiesa nel mondo. In questo senso, è chiaro che lo scopo di questo Sinodo non è di produrre altri documenti. Piuttosto, intende ispirare le persone a sognare la Chiesa che siamo chiamati a essere, a far fiorire le speranze, a stimolare la fiducia, a fasciare le ferite, a tessere relazioni nuove e più profonde, a imparare gli uni dagli altri, a costruire ponti, a illuminare le menti, a riscaldare i cuori e a rinvigorire le nostre mani per la nostra missione comune (DP 32). Questo significa che l’obiettivo di questo processo sinodale non è una semplice serie di esercizi che iniziano e finiscono, quanto piuttosto un cammino di crescita autentica verso la comunione e la missione che Dio chiama la Chiesa a realizzare nel terzo millennio.

Questo cammino percorso insieme ci chiamerà a rinnovare le nostre mentalità e le nostre strutture ecclesiali per vivere la chiamata di Dio per la Chiesa in mezzo agli attuali segni dei tempi. Ascoltare l’intero Popolo di Dio aiuterà la Chiesa a prendere decisioni pastorali che corrispondano il più possibile alla volontà di Dio (CTI, Syn. 68). La prospettiva ultima per orientare questo cammino sinodale della Chiesa consiste nell’essere al servizio del dialogo di Dio con l’umanità (DV 2) e percorrere insieme la via per il Regno di Dio (cfr. LG 9; RM 20). In sintesi, questo processo sinodale mira a muoversi verso una Chiesa che sia più fruttuosamente al servizio della venuta del Regno dei Cieli.

dal Vademecum 1.3