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Leggi e medita

  1. Liturgia del: 
    5 aprile 2020

    La Parola del giorno: Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11

    Dal Vangelo secondo Matteo (21,1-11)
    Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito
    troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete:
    “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”».
    Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
    I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide!
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
    Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva:
    «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

    L’ingresso di Gesù a Gerusalemme, così come è raccontato nei Vangeli, mette in luce un forte contrasto: da una parte si paragona Gesù a un re, dall’altra lo si fa entrare a Gerusalemme sul dorso di un asino. Un re sarebbe arrivato sul dorso di un animale più “nobile”, un cavallo, e ad accoglierlo ci sarebbero stati i potenti, i grandi, quelli che contano. Gesù arriva su un asino, è accolto dalla gente semplice e umile, che stende davanti a Lui il proprio mantello, taglia rami dagli alberi per far festa. Si aspettavano un liberatore, forse un condottiero.
    Arriva un uomo seduto su un asino.
    Anche oggi Gesù entra nella nostra vita attraverso le cose semplici, le cose umili, i piccoli gesti. Anzi potremmo dire che siamo noi che possiamo far entrare Gesù nella vita di chi ci sta accanto, attraverso piccoli e umili gesti di solidarietà, di condivisione, di tenerezza e di affetto, donando quello che di prezioso abbiamo, così come ha fatto la donna che apre il vaso di profumo e lo versa sui piedi di Gesù. Così come fa la vedova che getta nel tesoro del tempio due spiccioli! È tutto quello che ha: ma lo dà senza calcolare. Anche noi possiamo donare qualcosa al tesoro della vita, i nostri mantelli, il nostro profumo, i nostri spiccioli e fare esperienza di Gesù, del suo perdono, della sua tenerezza, della sua festa.

    (A cura della Focsiv)

    Essere “asini” capaci di portare Gesù agli altri.

    La vita è un dono, non sciuparlo.
    La vita è una proposta: coglila.
    La vita è un impegno serio, è responsabilità: condividila.
    La vita è amore, speranza, pace, gioia: donala.
    La vita è un tesoro, un valore, un sogno: realizzala con gli altri.
    La vita è un’esperienza, una lotta: affrontala.
    La vita è felicità: conquistala.
    La vita è irripetibile: non delegarla a nessuno.
    La vita è crescere in solidarietà: non arrenderti.
    Ama la vita come servizio e condivisione.
    Dona la vita con la gioia dell’amicizia.
    Vivi la vita vincendo la tristezza e la paura.
    Spenditi per difendere la vita dei poveri e degli oppressi.
    (Madre Teresa di Calcutta)