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Alla domanda su cosa fosse l’ Azione Cattolica, Vittorio Bachelet rispondeva così: “ Una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme nel nome del Signore e che sono amici: e questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa Italiana con concordia, con uno spirito comune, senza troppe ormai sovrastrutture organizzative, ma essendo sempre più un cuor solo e un’anima sola, cercano di servire la Chiesa. E questa è la grande cosa. Perché noi serviamo l’AC non poi perché ci interessa di fare grande l’AC, noi serviamo l’Ac perché ci interessa di rendere nella Chiesa il servizio che ci è chiesto per tutti i fratelli. E questo credo sia la cosa veramente importante

Sono queste parole ancora vive e attuali anche per l’Azione Cattolica del 2021 che nella consapevolezza dei grandi cambiamenti in atto nella Chiesa e nel mondo si impegna a rinsaldare sempre più quella bella rete di amicizie iniziata da Gesù con i suoi discepoli per estendersi a tutti gli uomini di ogni epoca e condizione, certa che solo così ogni persona avrà piena dignità, piena giustizia, piena gioia.

Guardando Gesù, facendoci illuminare dal suo Volto, gli aderenti di Azione Cattolica si impegnano ad allenare lo sguardo a superare i limiti di un campo visivo ristretto dall’individualismo e dall’autoreferenzialità per arrivare ad incontrare i più fragili, a praticare la fraternità universale, a ritessere relazioni “sfilacciate”, a coinvolgere tutti in una vita associativa davvero… A tutto campo!

Ma per quale motivo, ogni anno è necessario rinnovare l’adesione all’AC? Riprendere la cosiddetta tessera? Che bisogno abbiamo di un pezzo di carta per voler bene a Gesù e impegnarsi in parrocchia?

Se dovessimo fermarci a queste domande, le risposte sarebbero molto semplici. Non serve certo una tessera per essere dei bravi cristiani, non serve certo un’autorizzazione con un pezzo di carta per impegnarsi in parrocchia e la nostra tessera non offre neanche tutti quei grandi vantaggi che offrono tutte le altre mille tessere dei supermercati che riempiono i nostri portafogli.

Nel nostro caso la tessera rappresenta un segno di impegno personale a contribuire ad un progetto condiviso, camminando a fianco ed insieme ad altre persone, nel luogo e nel tempo donato a ciascuno di noi. Aderire significa impegnarsi a discernere insieme. progettare insieme, realizzare insieme, non contando più solo sulle proprie forze, ma su quelle di tutti. Non a caso il Papa, nell’incontro con il Consiglio Nazionale di AC del 30 Aprile 2021, ha definito l’AC, “palestra di sinodalità”, proprio per questa sua peculiarità che l’accompagna da più di 150 anni.

Aderire oggi all’ Azione Cattolica significa assumersi anche la responsabilità in ogni parrocchia di condividere con tutti questo importante patrimonio, soprattutto in questo tempo di avvio di cammino sinodale.

In questo cammino l’AC si sente particolarmente interpellata e in Diocesi cercheremo, non solo di metterci a disposizione delle parrocchie per avviare processi di ascolto attivo, ma di impegnarci con i nostri strumenti reali e virtuali ad essere luogo accogliente per chiunque vorrà raccontarci la sua storia, i suoi desideri e paure soprattutto a valle del difficile periodo di distanziamento a cui siamo stati necessariamente costretti.

Ci impegniamo, con molta umiltà, a mettere in rete le esperienze che viviamo e a creare virtuose collaborazioni tra le parrocchie e tra le parrocchie e le alte associazioni ecclesiali e civili.

Ci impegniamo a farci VICINI nei luoghi in cui la gente vive, soffre, lavora, si diverte perché la nostra formazione di laici cristiani deve essere spesa lì

In questa ottica, quest’anno, nel rinnovare il nostro “si”, ci impegneremo in un gesto concreto particolare.

In linea con quanto emerso nel G20, in ascolto delle raccomandazioni di Papa Francesco e in continuità con quanto vissuto alla Settimana sociale di Taranto dove la Conferenza episcopale italiana ha donato 50 platani per costruire un’area verde nel rione Salinella e per la zona Lama-Tramontone, sentiamo la responsabilità di contribuire a lasciare alle future generazioni un pianeta migliore.

Promuoveremo dunque il Progetto “Rifiorire” lanciato dal Consiglio Nazionale di AC che invita ogni ogni associazione presente sul territorio nazionale ad impegnersi nell’acquisto di un albero da donare alla propria Amministrazione Comunale per essere messo a dimora nel proprio territorio.

 

Con la fiducia nello Spirito Santo e sotto il materno sguardo di Maria anche quest’anno, finalmente in presenza, in ogni parrocchia rinnoveremo il nostro “si” mettendoci a disposizione di tutti gli adulti, giovani, ragazzi che incroceremo nelle nostre parrocchie e nei nostri paesi per testimoniare che la vita in Gesù è davvero la bella alternativa di cui abbiamo bisogno.

Simona

Presidente Diocesana AC

 

Dio inizia la sua storia con noi tra le pareti di una semplice casa: non in un tempio, neppure in un ricco palazzo, ma nel grembo di una giovane donna di Nazaret. Come succederà il giorno di Pasqua in uno sperduto e dimenticato giardino vicino ad una tomba vuota, così per Maria tutto comincia a Rifiorire quando viene raggiunta da un annuncio silenzioso, ma che ha la forza di far sussultare il cuore. È a quel punto che gli occhi si allargano, mettendo a fuoco ciò che poco prima sembrava invisibile, oltre che impensabile.
Nel tempo faticoso che ancora stiamo vivendo non abbiamo certo bisogno di eventi rumorosi che ci schiacciano, ma neppure di sterili illusioni a corto raggio che ci farebbero guardare soltanto il nostro piccolo orticello. C’è un’opera silenziosa dello Spirito che solleva con delicatezza le nostre vite un po’ stanche e sfiancate, ridandoci la fiducia necessaria per tornare a seminare insieme, ad allargare nuovamente l’obiettivo, a curare ogni cosa nella speranza certa che diventi un giardino abitabile per tutti.
Nella fede di Maria non c’è un vago eroismo, ma lo stupore profondo per la prossimità di un Dio che ci accompagna sempre, che non smette di essere vicino, pur di gioire con noi ogni volta che l’albero della fiducia è piantato e ripiantato mille volte nel campo del mondo. È così che qualcosa, là dove siamo, inizia a riRifiorire, come accadde quel giorno nella semplicità della casa di Nazaret.

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