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Dal 28 luglio al 4 agosto scorsi si è svolto a Pieve di Bono (Trento) il campo giovanissimi dell’Azione Cattolica diocesana e, come tutti gli anni, ci siamo trovati a non poter far altro che rendere grazie al Signore per il dono di questi giorni. E per il dono dei ragazzi.
È sempre difficile raccontare con esattezza cosa quei giorni significhino a chi non li ha vissuti, perché l’esperienza di campo sfiora sempre le zone del non dicibile. Il tempo di quella settimana non ha la stessa durata del resto del mondo, i gesti e le parole non scivolano via come a casa. Qualcosa accade sempre. Qualcosa che si nasconde nel Quasi-Niente, ma che, come un pizzico di lievito, riesce a far salire verso l’alto la sostanza malleabile di cui siamo fatti. 
La traccia del campo quest’anno verteva sul tema dello “sguardo”, per cui abbiamo fatto un viaggio nei significati del guardare, dell’essere guardati, di come uno sguardo d’amore possa trasformare il senso delle cose, il senso di noi. È stato un percorso bello, che ci ha permesso di incontrarci profondamente, anche tra generazioni diverse. Ci ha permesso di porre il nostro volto di fronte ad altri volti, e tutti di fronte al volto luminoso di Cristo. 
Durante il campo abbiamo affrontato diverse sfide, anche fisiche, come alcune grandi passeggiate – di cui quest’anno anche una in bicicletta! – ma il divertimento, la gioia di stare insieme sono stati assicurati. I ragazzi si sono fatti condurre con fiducia e noi educatori siamo stati arricchiti dalla loro freschezza, entusiasmo e bellezza. Anche quest’anno, ci siamo portati a casa molto più di quello che abbiamo dato.
È un miracolo quello a cui assistiamo ogni anno: percepiamo con chiarezza che al di là di tutto quello che ciascuno mette nel campo, anche sommando i carismi e i talenti che ognuno – educatori, sacerdoti e ragazzi – mette in gioco nel corso dei giorni, c’è sempre qualcosa in più che – non c’è altra spiegazione – viene aggiunto dall’Alto. Una doratura che ricopre i volti, le mani, i sorrisi, gli attimi e i passi di tutta una comitiva. Che ricopre anche le sbucciature, i graffi, qualche lacrima. Ed è allora che le cose risplendono.
L'equipe Gvss
 2019 07 Giovanissimi

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